Le Diocesi italiane e i Social network. Una prima mappa

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Le logiche social e mediali sono diventate ormai un dato di fatto che non si può banalizzare o disconoscere. Tuttavia, nonostante molte resistenze, è fondamentale per la Chiesa fronteggiare la sfida comunicativa dei media digitali. Che senso ha continuare a mantenere Uffici diocesani per le comunicazioni privi delle logiche digitali e, soprattutto, assenti nei social network? Con il libro La Chiesa mediale. Sfide, strutture, prassi per la comunicazione digitale si vuole, appunto, rispondere anche a questa domanda. Senza un’identità digitale le Diocesi rischiano di rimanere fuori dal contesto sociale. Occorre renderle presenti nello scenario dei social network con una fanpage a carattere istituzionale.

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Come PROGETTARE l’azione pastorale nei SOCIAL NETWORK

 

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La comunicazione digitale, come ogni azione pastorale, va progettata e non improvvisata ed è opportuno che sia l’Ufficio diocesano per le comunicazioni a definirne gli orientamenti e, soprattutto, a coordinarla per far si che nella Chiesa ci sia una comune missione comunicativa. Bisogna cominciare a conviversi che nella Chiesa la comunicazione, in particolare quella digitale, esige una strategia.

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Con Twitter e Instagram anche i PAPI sono diventati social

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⇒ concetti chiave: LA NECESSITA’ DELLE RETI SOCIALI; LA QUESTIONE E’ UMANA; C’è UNA PRESENZA REALE; CON I SOCIAL CI SI FA’ PROSSIMI

La Chiesa non può non abbracciare la cultura e la comunicazione digitale anche perché, parlare del Regno di Dio all’uomo contemporaneo, significa entrare nello scenario digitale perché ad “abitarlo” sono proprio gli uomini.[1] E negli scenari digitali a essere protagonisti assoluti sono i social network, “luoghi” privilegiati per sperimentare,

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