I SOCIAL “SERVONO” LA CHIESA

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“Siamo membra gli uni degli altri (Ef 4,25). Dalle community alle comunità”. E’ questo il tema della prossima Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali.

Alcuni potrebbero chiedersi ma cosa c’entrano i social media con la Chiesa? Una risposta veloce ce l’ha già consegnata il Prefetto della Segreteria Paolo Ruffini: «i social hanno trasformato la società della comunicazione in società della conversazione. Sono il luogo dove si formano le nostre identità, specialmente quelle dei più giovani. La conversazione può costruire relazioni vere, belle, solide. Oppure nutrirsi di odio, del meccanismo amico-nemico, e quando questo accade non c’è una relazione vera; il rischio è di precipitare all’indietro convinti di stare andando avanti». 

Alla Chiesa di oggi “servono” i social network non solo per informare gli utenti ma anche per evangelizzare/inculturare l’umanità presente nella Rete.

E’ una grazia darsi ogni anno la possibilità di riflettere su come reagire e agire dinnanzi agli scenari digitali. E dal tema della prossima Giornata si evince che il riferimento sarà ai “canali comunicativi” che le Comunità Ecclesiali utilizzano per informare e evangelizzare.

Alcuni consigli alle Comunità Diocesane e Parrocchiali.

Facebook utilizziamo come “volto” ufficiale della Comunità in Rete. CI SERVE: 1) per informare gli utenti circa le attività della Comunità e per comunicare le notizie pastorali; 2) per evangelizzare/inculturare l’umanità presente nei social media.

Ricordiamoci sempre che tutti i social network (specialmente Facebook e Instagram) possiedono due macro funzioni: quella informativa che consiste nel pubblicare le notizie e le attività e quella evangelizzatrice, la quale avviene già con la funzione informativa, ma diventa efficace solo se si conoscono le logiche comunicative del social media.

La Comunicazione è un’importante azione pastorale perché serve non solo a informare ma soprattutto a creare la comunione e a mostrare il volto della Chiesa a chi lo frequenta e a chi non lo conosce o conosce solo in modo approssimativo. Le Comunità Ecclesiali, come ogni realtà sociale e umana, hanno bisogno di progettare e fare comunicazione se vogliono mantenersi “vive” e capaci di offrire il proprio “tesoro” (il Vangelo).

Don Alessandro Palermo

 

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