Il seminario / Servono GIORNALISTI mediali

Seminario Formazione Giornalisti.001

Lo scorso 19 Maggio a Noto si è svolto un seminario di formazione per i giornalisti dal tema “La Chiesa mediale: i giornalisti di fronte ai nuovi linguaggi digitali”. Il seminario è stato organizzato dall’Ucsi Siracusa e dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni della Diocesi di Noto e promosso dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, con la collaborazione dell’Assostampa di Siracusa, dall’Ucsi di Sicilia e dal settimanale della diocesi di Noto “La Vita diocesana”.

Vi condivido alcune parti della mia relazione. Credo che se non c’è una riorganizzazione comunicativa, la professione giornalista corre il rischio di diventare irrilevante agli occhi di una società nella quale sembra, che per esserci e agire, occorre possedere anche una chiara identità digitale.

04

Ci sono poche professioni che hanno tanta influenza sulla società come quella del giornalismo. Il giornalista riveste un ruolo di grande importanza e al tempo stesso di grande responsabilità. In qualche modo voi scrivete la “prima bozza della storia”, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi. E questo è tanto importante. I tempi cambiano e cambia anche il modo di fare il giornalista. Sia la carta stampata sia la televisione perdono rilevanza rispetto ai nuovi media del mondo digitale… (Papa Francesco, discorso al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti).

social-media2Le parole che il Papa ha rivolto ai giornalisti lo scorso 22 settembre 2016 dovrebbero fare riflettere un po’ a tutti. Innanzitutto perché ci ricordano che «i media sono diventati un paradigma imprescindibile della nostra società, indipendentemente dall’utilizzo che l’individuo ne fa. L’uomo abita, intreccia e mantiene relazioni in un ambiente che è ormai “convergente”, “postmediale” e perennemente connesso»[1] (La Chiesa mediale). In secondo luogo invitano i professionisti della comunicazione a entrare con coraggio, competenza e passione nello scenario digitale. Oggi, occorre rimodulare la prassi giornalistica alle dinamiche e ai linguaggi digitali. A richiederlo è la società, una società ormai mediale.

20161222_104235_1725DC0A.jpg_997313609

La Chiesa, maestra di comunicazione, invita i giornalisti a riflettere su tre “condizioni” che diventano fondamenti per la comunicazione nello scenario digitale.

1) Amare la verità: comprendere che la RELAZIONE è il cuore di ogni comunicazione e nessuna relazione può reggersi e durare nel tempo se poggia sulla non verità (sulla disonestà)!

2) Agire con professionalità: vuol dire comprendere, interiorizzare il senso profondo del proprio lavoro, far crescere la DIMENSIONE SOCIALE dell’uomo!

3) Rispettare la dignità umana: rendersi conto che anche dietro il semplice racconto di un avvenimento ci sono i sentimenti, le emozioni e, in definitiva, la vita delle persone. Un articolo viene pubblicato oggi e domani verrà sostituito da un altro, ma la vita di una persona ingiustamente diffamata può essere distrutta per sempre. La critica è legittima, così come la denuncia al male, ma questo deve sempre essere fatto RISPETTANDO L’ALTRO![2]

478904-SocialMediaILLUSTRATIONJAMALKHURSHID-1355327156-533-640x480

Alcune dinamiche comunicative dei social network

Con il web 2.0 cambia la modalità di diffusione e di percezione della notizia; nei social è il contenuto che diventa protagonista:

1) La visibilità e la diffusione della notizia dipende solo dall’interesse che incontrerà presso gli utenti.

2) Cambia il concetto di notiziabilità: sul web non si leggono notizie che sono già accadute, ma si è sempre davanti a notizie che stanno accadendo.

3) Occorre saper “inverare” le notizie e renderle virali. Per far questo occorre essere autorevoli e credibili.

20170208192137-Giornalisti

La scrittura segue le logiche digitali, non è uguale a quella della carta stampata:

1) La lettura è più lenta e difficoltosa quindi occorre produrre contenuti chiari, semplici che sappiano catturare l’attenzione del lettore.

2) Condividere contenuti sistematicamente e non saltuariamente; i contenuti dovranno contenere argomenti affini all’organizzazione.

3) A essere privilegiati sono gli oggetti visivi (video e immagini).

Ijf-Mario-Panico

Alcuni consigli per il giornalismo digitale

L’attacco, la struttura dell’articolo, le 6 W rimangono validi anche per i testi online. L’unico problema è che in Rete lettori dedicano massimo 5-6 minuti alla lettura. Dunque, occorre seguire almeno queste 6 indicazioni.

1) Limitare le righe: la lettura in un schermo è più faticosa per gli occhi, ci si distrae con facilità. È opportuno che i testi non superino le 3.500 battute.

2) Spezzare il testo: dividere il testo in blocchi e paragrafi, magari ognuno con un suo titolato in grassetto in cui si da l’essenza del contenuto.

3) Creare collegamenti: è importante che chi ci legge abbia la possibilità di approfondire la notizia.

4) Essere i primi: online la rapidità nel pubblicare una notizia è fondamentale, in Rete vince chi arriva per primo.

5) Farsi trovare: per rendere trovabile il nostro articolo il primo passo è associare il suo contenuto a un titolo e a una serie di parole chiavi (quando scriviamo un titolo dovremmo chiederci: “questa frase verrà ricercata dagli utenti?”).

6) Conoscere le logiche del Web: quanto più un testo sarà semplice, lineare e corretto tanto più la Rete ci premierà. Gli algoritmi dei motori di ricerca se trovano eccessive ripetizioni tendono ad annullare il valore di un articolo. È consigliabile, per amplificare la visibilità del testo nei motori di ricerca, usare sinonimi ed evidenziare in grassetto.[3]

559dd75ea82d5

Per gli operatori della comunicazione diventano luce e guida le parole che Papa Francesco ha voluto affidare all’intera Chiesa con il Messaggio per la 51° Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali:

…non fissare l’abitudine sulle cattive notizie

“spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle cattive notizie! Non si tratta di ignorare il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo. Vorrei che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento che al male non si possa porre limite!”.

…diffondere la logica della “buona notizia”

praticare “uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio proposito e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia!”.

 

don Alessandro Palermo (amandil5)

_____________________

[1] Cfr. A. Palermo, La Chiesa mediale. Sfide, strutture, prassi per la comunicazione digitale, Paoline, Milano 2017.

[2] Papa Francesco, Discorso al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, 22 settembre 2016.

[3] Cfr. Pietro Saccò – P. Springhetti “Corso base di giornalismo”, Las, Roma 2014.

______________________

Sul sito Web del UCSI (Unione Cattolica della Stampa Italiana) la sintesi dei contenuti condivisi nel Seminario tenuto dal Vescovo Mons. Antonio Stagliano (delegato regionale per le Comunicazioni sociali) e da don Alessandro Palermo. 

Schermata 2017-05-21 alle 16.11.11

Annunci

Un pensiero su “Il seminario / Servono GIORNALISTI mediali

  1. Pingback: In principio ci fu anche una fake news. Il tema per la Gmcs 2018 | Elementi di "Pastorale digitale"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...