God morning, occasione digitale per ricevere il buongiorno da Dio

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God morning – un buongiorno da Dio! sarà una preziosa occasione per ricordarsi della Buona Notizia durante le nostre giornate spesso ripiene di parole e news negative e non vere. Scaricando l’app Telegram e iscrivendosi al canale God morning, per tutti i giorni di Quaresima, sarà possibile ricevere una breve ma intensa nota audio (circa 90 secondi) sul Vangelo del giorno. È un’attività di comunicazione pastorale, probabilmente unica a livello nazionale, fatta dai giovani e rivolta a tutti coloro che desiderano fare della tecnologia e dei media digitali un’opportunità per la crescita umana e spirituale.

logo-francobollo-2Quest’iniziativa, che possiamo definire digitale, viene promossa e organizzata dalla Pastorale Giovanile di Pompei – in collaborazione con il Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile, con l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali e con le diocesi di Nola e di Mantova. Dal 1 Marzo, Mercoledì delle Ceneri, partirà la sua terza edizione. La prima (Keep lent) a inaugurarla fu Papa Francesco, ad aprire la terza edizione sarà, invece, il biblista Paolo Curtaz. Tra i commentatori – per la maggior parte sacerdoti, religiosi, catechisti e giovani delle diverse realtà laicali ed ecclesiali – c’è anche il cardinale Gianfranco Ravasi, don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni, e diversi esperti, studiosi e appassionati di media e di comunicazione. Nelle domeniche a commentare il Vangelo del giorno sarà sempre un vescovo, a partire da Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei.

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Chiesa, pastorale e social network

Dal 2009 i social network sono diventati la destinazione più popolare del Web oltre che a essere il punto di riferimento per navigare nella Rete. Non è più possibile immaginare Internet senza social network perchè il Web, infatti, non è più soltanto uno spazio per cercare e trovare notizie: è diventato uno scenario di supporto alla propria rete sociale, dispositivo di espressione della propria identità sociale e strumento per analizzare l’identità sociale degli utenti[1]. I social media non sono una moda del momento, ma rendono ragione “al legame uomo-media come un continuum naturale[2]. L’uomo del 2016 ha bisogno anche di social network perché questi non solo altro che un riflesso dei suoi bisogni di autostima, di autorealizzazione, associazione e sicurezza. Se vogliamo fare pastorale digitale non dobbiamo continuare a considerarli neutrali o virtuali: i social network sono reali tanto quanto a essere reali saranno le nostre intenzioni e i nostri bisogni di comunicazione e di relazione.

telegram-logoGod morning sarà su Telegram: come Whatsapp Telegram, più che un social network, è una piattaforma di messaggistica istantanea. «Consente la conversazione sincronica, testuale e anche vocale tra più utenti contemporaneamente inclusi in una lista di persone predefinite».[3] La particolarità di Telegram è che ci permette di creare canali in cui a inviare i messaggi è solo l’amministratore del “gruppo”, non permette ai membri di commentare e rispondere ai messaggi evitando così quella fastidiosa risposta (tipica nei gruppi di Whatsapp) che il più delle volte rende insopportabile la trasmissione e la ricezione delle notizie. Telegram a differenza di Whatsapp è molto più agile nello scambio dei messaggi vocali, fotografie, video, stickers e file di qualsiasi tipo grandi fino a 1,5 GB e soprattutto consente all’utente di poter accedere ai messaggi da diversi dispositivi contemporaneamente, inclusi tablet e computer. Puoi ascoltare la nota audio e nel frattempo navigare nella Rete. Inoltre, per entrare a far parte dei canali di Telegram bisogna iscriversi semplicemente cercando il nome del canale.

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Il primo passo per agire pastoralmente nel digitale consiste proprio nella scelta dei o del social network su cui e in cui andare a costruire l’azione pastorale L’iniziativa God morning optando per Telegram ha scelto di elaborare un’azione basata: 1) sulla semplicità della trasmissione del messaggio; 2) sull’agilità e sulla comodità della ricezione del messaggio, in questo caso della Parola di Dio; 3) su una sorta di “democrazia comunicativa”, nel senso che bisogna scegliere di iscriversi al canale (non puoi essere inserito dall’amministratore) e che i messaggi trasmessi arrivano contemporaneamente a tutti i membri del canale già pronti per essere ascoltati o guardati.

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Cosa vuol dire fare “pastorale digitale”

Nello scenario ecclesiale italiano God morning è una delle pochissime iniziative di “pastorale digitale” con una ricaduta nazionale. Ma cosa significa fare “pastorale digitale”? Nell’ultimo numero della rivista “Orientamenti pastorali” tale azione viene definita come: «una multiforme attività ecclesiale realizzata “con” e “nei” social media, un’esperienza di presenza che non si riduce a condividere risorse, ma che vuole evangelizzare i vicini e i lontani con la forza della relazione comunicativa».[4] Papa Francesco in un tweet (19 febbraio 2017) ha evidenziato che oggi per comunicare il Vangelo occorre trovare nuove strade, ovvero bisogna attivare anche adeguati processi di “pastorale digitale”. C’è “pastorale digitale” laddove si comprende-accoglie-applica la logica social: i social network non sono bacheche su cui appendere notizie parrocchiali o diocesani ma scenari per realizzare e sperimentare reali relazioni, opportunità per costruire e potenziare il valore della comunione e della condivisione. Non abbiamo a che fare, infatti, con una messaggistica religiosa ma con un reale evento di relazione, di contatto e di comunicazione. La sua efficacia scaturisce sempre dall’intenzione pastorale e umana del cristiano e a determinarla è la connessione (fisica e digitale).[5]

16508637_793247257489219_5423356392560500131_nIl Direttorio per le comunicazioni sociali della CEI, riguardo le azioni di comunicazione, evidenzia che «servono a poco le iniziative estemporanee ed episodiche». La comunicazione, soprattutto nella Rete dei social network, bisogna progettarla e a coordinarla deve essere l’Ufficio diocesano per le comunicazioni (obbligatorio istituirlo in tutti le diocesi)[6]God morning è giunta alla sua terza edizione, non è stata un’iniziativa episodica; è riuscita inoltre a tessere una rete con altre diocesi, oltre che con l’Ufficio nazionale di comunicazione e il servizio nazionale di Pastorale giovanile, e con tantissimi cristiani (il suo canale Telegram ha raggiunto circa 7000 persone).

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Le opportunità di quest’iniziativa sono tre:

12472632_626803957466884_16891631612903986_n1) La Chiesa comunica sempre e solo il Vangelo. Direttamente o indirettamente ogni sua azione di comunicazione (istituzionale, sociale, pastorale) deve contenere la luce della Parola di Dio. Spesso, purtroppo, sembra che la comunicazione della Chiesa si riduca a modelli giornalistici, dove il criterio non è la bellezza della notizia e la sua attinenza alla comunità, ma la sua spettacolarizzazione, la sua potenzialità o meno nell’essere attenzionata. God morning ci ricorda che nella Rete comunicare vuole dire coltivare la “virtù della fede e della speranza”[7] e per farlo occorre permettere che siano le parole dello Spirito a collaborare alla nostra azione di comunicazione. Il commento del Vangelo che riceveremo nei giorni di quaresima, non sarà fatto con parole aride o copiate da qualche commentario ma con parole che sgorgheranno dal cuore di coloro che sono stati chiamati a commentarle, parole che prima di tutto parleranno a chi l’ha pensate e che verranno poi condivise, riflesse, in quei dispositivi tecnologici che l’umanità ha creato proprio per permettere la condivisione delle buone cose.

comunicare_digitale-624x3162) God morning sarà un’opportunità smart per ricordarci, durante il tempo della Quaresima, che l’unico messaggio che illumina la nostra vita è quello del Vangelo. Riceverlo ogni giorno direttamente sul proprio smartphone – media digitale ormai sempre con noi – riassunto in un massimo di 90 secondi darà a tutti l’occasione di ascoltare con piacere la Parola di Dio, parola non vecchia ma viva e contemporanea a ogni uomo. Ogni giorno, infatti, postiamo, commentiamo e condividiamo di tutto; con quello stesso smartphone avremo l’occasione di volgere, anche se per pochi minuti, il nostro sguardo al profilo del Figlio di Dio ascoltando il suo Vangelo.

Young woman covers her face screen smartphone3) Il commento del Vangelo, la maggior parte delle volte, sarà eseguito dai ragazzi. Il mondo di oggi ha bisogno di ascoltare Vangeli raccontati da giovani, di udire buone notizie pensate e dette dai ragazzi. Nel preparare il commento, i circa 40 commentatori saranno chiamati a confrontarsi con Gesù e con il suo Vangelo, a esprimere i loro sentimenti e le loro intenzioni e a tradurle in contenuti utili da condividere a tutti. Faranno tutti un’esperienza di comunicazione pastorale e si contribuirà  a diffondere nella Chiesa una nuova cultura digitale.

 

don Alessandro Palermo (amandil5)

_________________

[1] Cfr. G. Riva, I social network, Il Mulino, Bologna 2016

[2] Cfr. Ceretti Padula, Umanità mediale, ETS, Pisa 2015

[3] Cfr. G. Riva, I social network

[4] Alessandro Palermo, La pastorale digitale secondo la prospettiva dell’umanità mediale, Orientamenti pastorali, 12/2016

[5] Ibidem

[6] Ibidem

[7] Cfr. Messaggio per la 50° Giornata mondiale per le comunicazioni sociali

___________________

Dal 1° marzo la Quaresima è su Telegram con “GOD morning – un buongiorno da Dio!
Clicca qui > t.me/pgpompei e unisciti al canale per camminare verso la Pasqua insieme a tantissimi amici! Ti aspettiamo!

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2 pensieri su “God morning, occasione digitale per ricevere il buongiorno da Dio

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