Cracovia 2016 è la prima GMG SOCIAL. Le parole del Papa: un esempio per la COMUNICAZIONE delle fede

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“Cracovia 2016” viene già definita come la prima “Giornata Mondiale della Gioventù” ad aver avuto un volto social. In effetti, è stata una vera esperienza digitale. Innanzitutto perché i giovani che ne hanno preso parte (circa 1.600.000) godono già un’identità digitale: riescono con naturalezza e spontaneità a proiettare la loro vita nei social network senza cadere in pregiudizi o determinismi. L’evento cattolico è stato preparato, atteso e vissuto anche attraverso i media digitali; questi sono stati, infatti, i veri protagonisti che hanno permesso il successo dell’azione comunicativa che dal 25 al 31 luglio ha visto impegnati giornalisti, addetti della comunicazione e gli stessi partecipanti, trasmettere, condividere e partecipare con foto e post l’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù. Le parole di Papa Francesco – i suoi discorsi e le sue omelie – sono piene di frasi, immagini e suoni social. Il successo comunicativo del Papa prima di tutto scaturisce dal fatto che le parole comunicate sono nate e uscite dal suo cuore e poi perché le ha sapute tradurre nell’odierna cultura dei giovani: una cultura tipicamente digitale e mediale. Di seguito ripropongo alcuni Suoi messaggi – quelli più comunicativi – per farne un esempio di come oggi bisogna comunicare la fede.

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dalla VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI – DISCORSO DEL SANTO PADRE (Sabato, 30 luglio 2016)

Riguardo i mali, le guerre, il terrore e le sofferenze del mondo Papa Francesco ha ricordato che tali «situazioni possono risultarci lontane fino a quando, in qualche modo, le tocchiamo. Ci sono realtà che non comprendiamo perché le vediamo solo attraverso uno schermo (del cellulare o del computer). Ma quando prendiamo contatto con la vita, con quelle vite concrete non più mediatizzate dagli schermi, allora ci succede qualcosa di forte: tutti sentiamo l’invito a coinvolgerci».

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La tecnologia se non viene integrata, compresa e “dominata” diventa l’occasione per cadere in una paralisi. In quella «paralisi che nasce quando si confonde la felicità con un divano che ci garantisce ore di tranquillità per trasferirci nel mondo dei videogiochi e passare ore di fronte al computer. Un divano contro ogni tipo di dolore e timore. Un divano che ci faccia stare chiusi in casa senza affaticarci né preoccuparci».

Papa Francesco ci raccomanda di costruire veri ponti anche digitale. «Un ponte che possiamo realizzare qui e ora: stringerci la mano, darci la mano, ma non per la fotografia – quando si danno la mano e pensano un’altra cosa – bensì per continuare a costruire ponti sempre più grandi. Che questo ponte umano sia seme di tanti altri; sarà un’impronta».

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dalla SANTA MESSA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ – OMELIA DEL SANTO PADRE (Domenica, 31 luglio 2016)

La forza negativa della tristezza per Francesco è come un «un virus che infetta e blocca tutto, che chiude ogni porta, che impedisce di riavviare la vita, di ricominciare. Non bisogna affezionarsi alla tristezza, non è degno della nostra statura spirituale!».

Il Papa invita a superare sempre la vergogna perchè può paralizzare la vita. Zaccheo ha superato la vergogna perchè «corse avanti, salì e poi, quando Gesù lo chiamò, scese in fretta. Ha rischiato, si è messo in gioco. Questo è anche per noi il segreto della gioia: non spegnere la curiosità bella, ma mettersi in gioco, perché la vita non va chiusa in un cassetto. Davanti a Gesù non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice “messaggino”!».

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Non bisogna aver paura della folla mormorante, questa spesso con i suoi giudizi blocca la vita della persona. Il Papa ricorda che «la folla, quel giorno, ha giudicato Zaccheo, lo ha guardato dall’alto in basso; Gesù, invece, ha fatto il contrario: ha alzato lo sguardo verso di lui. Lo sguardo di Gesù va oltre i difetti e vede la persona. Non fermatevi alla superficie delle cose e diffidate delle liturgie mondane dell’apparire, dal maquillage dell’anima per sembrare migliori. Invece, installate bene la connessione più stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi».

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Papa Francesco ripropone ai giovani queste fraterne parole di Gesù: «Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Il Papa evidenzia che la volontà di fermarsi di Gesù riguarda anche i nostri scenari digitali: «quanto spera che tra tutti i contatti e le chat di ogni giorno ci sia al primo posto il filo d’oro della preghiera! Quanto desidera che la sua Parola parli a ogni tua giornata, che il suo Vangelo diventi tuo, e che sia il tuo “navigatore” sulle strade della vita!».

Infine, Francesco chiede di fidarsi del ricordo di Dio perchè «la sua memoria non è un “disco rigido” che registra e archivia tutti i nostri dati, la sua memoria è un cuore tenero di compassione, che gioisce nel cancellare definitivamente ogni nostra traccia di male».

 

Alessandro Palermo (amandil5)

 

 

 

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