La PASTORALE DIGITALE secondo la prospettiva “dell’umanità mediale”

cropped-images-sfondocyber-security

⇒ concetti chiave: IL LEGAME UOMO-MEDIA; I MEDIA SONO PROIEZIONI DELL’UOMO; LA QUESTIONE E’ UMANA.


Oggi, molti ritengono che l’efficacia della “pastorale digitale” dipenda dall’efficienza strumentale e dal contenuto da trasmettere. Credo sia utile cominciare a riflettere che per un’adeguata “pastorale digitale”, innanzitutto, bisogna comprendere la cultura mediale, definire cosa siano i media, riconoscere il legame tra la dimensione umana e quella mediale e, soprattutto, collocare al centro della dinamica mediale l’azione umana perché negli scenari digitali, a maggior ragione se intesi come “spazi” pastorali, il vero protagonista è l’uomo con la sua libertà e creatività.

A proporci questa novità interpretativa dell’universo comunicativo sono F. Ceretti e M. Padula con il loro testo “Umanità mediale(2016). La loro riflessione, non solo rinnova la definizione dei media, ma soprattutto rivaluta l’utente che, in ogni ambito della sua esperienza sociale, ormai fa un uso dei media, spesso, senza una chiara percezione di cosa siano. Ecco allora “il perché” di questa riflessione: senza un’adeguata comprensione dei media digitali non potrà mai esserci un’efficace “pastorale digitale”.

Che cosa sono i media? In questi ultimi anni, più che definire «l’ontologia dei media si è preferito concentrarsi sulla loro descrizione produttiva». Ci si è limitati alla sola descrizione strumentale tralasciando il ruolo dell’utente. Per Padula e Ceretti, invece, è fondamentale mettere in luce la creatività umana «anche perché le tecnologie non esauriscono i significati dell’umanità». Il vero oggetto in questione, pertanto, non sono i media ma ciò che li fa esistere: l’uomo; i media, infatti, sono il suo prodotto. Quindi, per comprendere cosa siano i media bisogna cogliere il legame uomo-media come un continuum naturale perché questi «oltre ad essere strumenti tecnologici, sono la risultante dell’agire dell’uomo, anzi di essa ne diventano il riflesso». È per tale motivo, allora, che un discorso sui media può essere elaborato solo a partire da un discorso sull’uomo.

Per comprendere la cultura mediale bisogna abbandonare la confusione tra soggetto-uomo e oggetto-strumento inaugurata da M. McLuhan, il quale considerava i media come estensioni dei sensi umani. Questa visione “non pastorale”, che considera l’utente determinato (influenzato) dai media, è ancora oggi presente in molti ambiti pastorali e formativi. Allo stesso modo anche l’idea di Derrick Kerckhove, la convinzione che i media siano soggetti agenti in grado di modificare i nostri modi di pensare e di agire, non aiuta a comprendere la cultura mediale e ad attivare, quindi, un’azione pastorale. La stessa prospettiva “ecologica”, che considera i media come spazi, luoghi dove poter sperimentare qualcosa (la rete intesa come un’esperienza, credere che i media siano in grado di riprodurre l’esperienza fisica negli spazi digitali), non aiuta ad assumere una vera cultura mediale, una piena definizione dei media e non permette realmente di collocare al centro della dinamica mediale l’attività umana.

152426411-48e85579-25c9-48f8-83b0-bb4ef99fda72

Per capire la cultura mediale, e il legame uomo-media come una sorta di continuum naturale bisogna partire dall’idea che i media sono “proiezioni” dell’uomo. «I media non vivono di vita propria ma sono la proiezione delle istanze umane, dei sui desideri e bisogni, delle sue capacità», delle sue positività e negatività. «Un medium, pertanto, influenza l’uomo perché è l’uomo a volerlo, è l’uomo che crea il medium, è lui a renderlo prossimo a sé e parte integrante della sua cultura».

La prospettiva “dell’umanità mediale”, che propongono Padula e Ceretti, è un’occasione: 1) per rinnovare il discorso dei media, abbandonare l’idea che questi «siano un soggetto autonomo dotato di intenzionalità propria e di capacità d’azione» e convincersi che «oggetti ed esperienze non hanno che un’unica origine e natura: l’umanità»; 2) per affermare che negli scenari digitali ad agire sono gli uomini e le donne e che «la loro esperienza umana non è destinata ad annullarsi (i caratteri dell’umano restano sempre gli stessi, cambiamo semmai le modalità con cui essi si esprimono)»; 3) e, soprattutto, consente di fare un vero un discorso educativo rivolto agli utenti più che ai media («l’intervento educativo più che rivolgerlo ai media, agli oggetti comunicativi, deve essere rivolto all’uomo perché è lui il soggetto creativo di azione comunicative»), e che l’educazione deve mirare a «far si che l’uomo impari a coesistere, convivere e adoperare le potenzialità comunicative e rappresentative dei media digitali» perché, «come ogni azione umana anche quella digitale possiede tante potenzialità ma anche tante insidie e spetta all’uomo prevenire le insidie e alimentare il potenziale».

Ecco perché, per una “pastorale digitale”, diventa necessario assumere la prospettiva “dell’umanità mediale”: fare pastorale digitale vuol dire avere a che fare realmente con le intenzioni e i desideri degli uomini.

 

Alessandro Palermo (amandil5

Umanità mediale (Padula e Ceretti)

Propone alcune linee di riflessione: i media sono proiezioni dell’uomo, l’uomo non usa i media ma è i media; il web non è un ambiente ma è la riflessione della sua stessa qualità etica. In questa prospettiva la media education può assumersi il compito di educare i media.

Riferimenti al testo: F. Ceretti – M. Padula, “Umanità Mediale. Teoria sociale e prospettive educative”, ETS, Pisa 2016. 

Annunci

22 pensieri su “La PASTORALE DIGITALE secondo la prospettiva “dell’umanità mediale”

  1. Pingback: 1/ Umanità, COMUNICAZIONE e TECNOLOGIA: il pensiero della Chiesa. | Elementi di "Pastorale digitale"

  2. Pingback: Con Twitter e Instagram anche i PAPI sono diventati social | Elementi di "Pastorale digitale"

  3. Pingback: Le SFIDE della comunicazione digitale alla PASTORALE | Elementi di "Pastorale digitale"

  4. Pingback: La PASTORALE DIGITALE non deve ridursi ad una sorta di messaggistica religiosa. | Elementi di "Pastorale digitale"

  5. Pingback: Scattare SELFIE durante una Celebrazione Liturgica? Una pratica mediale da educare | Elementi di "Pastorale digitale"

  6. Pingback: 2/ Nella PASTORALE DIGITALE serve un’armonia tra COMUNICAZIONE e TECNOLOGIA | Elementi di "Pastorale digitale"

  7. Pingback: La PASTORALE DIGITALE dinanzi ai FENOMENI digitali come quelli di Pokemon Go | Elementi di "Pastorale digitale"

  8. Pingback: Scattare SELFIE durante una Celebrazione Liturgica? Una pratica mediale da educare - Chiesa - Aleteia.org - Italiano

  9. Pingback: Suggerimenti per un’efficace comunicazione pastorale | Elementi di "Pastorale digitale"

  10. Pingback: Liberiamo i SOCIAL dalle “catene di S. Antonio” | Elementi di "Pastorale digitale"

  11. Pingback: Per un’autentica COMUNICAZIONE bisogna mettere la propria FACCIA | Elementi di "Pastorale digitale"

  12. Pingback: Se vuoi che la tua PARROCCHIA sia su Facebook crea una PAGINA. Ecco perchè! | Elementi di "Pastorale digitale"

  13. Pingback: Una comunicazione a colpi di #hashtag migliora la CONDIVISIONE e l’INTERAZIONE | Elementi di "Pastorale digitale"

  14. Pingback: Reimpariamo a RACCONTARE, non limitiamoci a produrre solo informazioni | Elementi di "Pastorale digitale"

  15. Pingback: Alla Chiesa serve una cultura digitale. Riflessioni sul doc. preparatorio al #Sinodo2018 | Elementi di "Pastorale digitale"

  16. Pingback: Messaggio per la 51° Giornata delle Comunicazioni: i media “canali viventi” per comunicare speranza e fiducia | Elementi di "Pastorale digitale"

  17. Pingback: La Civiltà Cattolica è arrivata al suo 4000 numero. 10 consigli di Papa Francesco ai comunicatori di oggi. | Elementi di "Pastorale digitale"

  18. Pingback: Sulla Rivista nazionale “Orientamenti pastorali”: la pastorale digitale secondo la prospettiva dell’umanità mediale | Elementi di "Pastorale digitale"

  19. Pingback: God morning, occasione digitale per ricevere il buongiorno da Dio | Elementi di "Pastorale digitale"

  20. Pingback: La CHIESA MEDIALE. Sfide, strutture, prassi per la comunicazione digitale | Elementi di "Pastorale digitale"

  21. Pingback: L’Ufficio diocesano per le comunicazioni: organismo necessario per la comunicazione della Chiesa | Elementi di "Pastorale digitale"

  22. Pingback: Presentazione ufficiale della #ChiesaMediale / | Elementi di "Pastorale digitale"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...